Festival della Scienza – Rilevatore (Rivelatore) di Fate
Concerto performativo con realtà aumentata, robotica e teatro partecipativo

Il pubblico è protagonista di una vera e propria caccia al tesoro narrativa: tra un brano e l’altro, i partecipanti vengono coinvolti nella risoluzione di enigmi e quiz costruiti attorno ai testi e all’immaginario dell’album Il grido della Fata di Max Manfredi (finalista Premio Tenco 2022). Ogni enigma risolto libera simbolicamente una “fata” dalla materia che la imprigionava, trasformando il concerto in un percorso iniziatico tra musica, folklore e poesia.

Lo spettacolo interattivo “Rilevatore e Rivelatore di Fate” è andato in scena a Novembre 2023, scelto da migliaia di altre proposte nell’importante Festival della Scienza a Genova. Il concept è stato ideato da Lorenza Saettone insieme a Vibrisse Studio Savona (Gabriele Santucci e Marcello Stefanelli) e costruito intorno ai brani de Il Grido Della Fata di Max Manfredi (finalista al Tenco 2022 come miglior opera in assoluto) di cui Vibrisse è stato produttore artistico insieme al Maestro Fabrizio Ugas.
Fabrizio Ugas è inoltre salito in scena in veste di direttore della parte musicale e chitarrista, al fianco di Laura Merione (al violino) e Nicola Bruno (al basso). Hanno recitato Lorenza Saettone, Max Manfredi e l’automa Nao. Marcello Stefanelli nel pubblico ha svolto il ruolo di mediatore e legante della “quarta parete”, tra pubblico e attori. Gabriele Santucci in regia, come tecnico suoni, luci, proiezioni e “fantasticherie”
Lo spettacolo alterna:
- Esecuzione dal vivo dei brani dell’album di Max Manfredi Il grido della Fata
- Interazione con Nao, il robot umanoide di SoftBank Robotics
- Ambientazioni oniriche create attraverso videoproiezioni appositamente realizzate da Vibrisse e paesaggi sonori immersivi
- Fasi di gioco, teatro partecipativo con il pubblico e risoluzione di enigmi
- Narrazione, gag e improvvisazioni, scritte e dirette da Lorenza Saettone e Marcello Stefanelli.

Un’app “magica” sviluppata da Vibrisse Studio permette al pubblico di utilizzare il proprio smartphone all’interno del teatro: inquadrando un dipinto, appare una Silfide in realtà aumentata con animazioni immersive.
Per la prima volta, il telefono non distrae dall’esperienza teatrale, ma diventa strumento narrativo

Cosa abbiamo fatto:
- Artistic direction and direction
- Music composition and production
- AR app development
- Nao robot integration
- Puzzle game design
- Narrative design
Insomma, il risultato è stato uno spettacolo teatrale performativo che abbiamo messo in scena nel prestigioso Teatro della Tosse – Sala Luzzati. Sono stati programmati un’ App AR dedicata, le interazioni attoriali con Nao; è stata curata la scenografia, la sceneggiatura, sono stati realizzati i video proiettati nello sfondo dell’esibizione, e come “portali magici” da cui venivano liberate le fatine in AR sono stati usati i dipinti realizzati da Vibrisse Studio.

Foto di Rossana Ghigo e di Bruno Oliveri e Lorenzo Gammarota
