Lady Lazarus band
I Lady Lazarus siamo noi in versione musicale-autoriale. Siamo una band attiva dal 2007, fondata su una cellula creativa stabile, composta da Marcello Stefanelli e Gabriele Santucci, che ne costituiscono il nucleo operativo e artistico permanente. Tale cellula è stata di volta in volta arricchita dalla collaborazione di altri musicisti e artisti, in base alle esigenze dei singoli progetti. Questa apertura è parte integrante della nostra ricerca, che si fonda sullo scambio e sulla contaminazione di sensibilità artistiche diverse.
Max Manfredi (“il più grande di tutti” secondo De Andrè) scrisse della poetica di Marcello Stefanelli:
“la poetica di marcello stefanelli, di savona – e di ladylazarus, il nickname del microgruppo che lavora certosinamente con lui – è essenzialmente allegorica, ma si tratta di un’allegoria nucleare, atomica. il nucleo delle metafore e delle parole rimanda sempre, tra calembour e similitudini, al suo doppio infìdo ed oscuro. le parole della “sicurezza” (gergo affettivo, pubblicitario, poetico, politico, religioso ed etico) immediatamente devìano e si fanno minacciose, ambigue; non si tratta di un’allegoria ferma, teatrale, ma cinematografica, in perenne fuga da se stessa. se il simbolo, secondo l’antica definizione, “riposa su se stesso”, per l’allegoria impazzita (proprio come la maionese che potrebbe immediatamente evocarla) l’unica via del riposo e del rifugio è nel gioco di specchi, nell’immediato creare un doppio malvagio o inaffidabile come una sibilla; sola rassicurazione, almeno al cinquanta per cento, della possibilità di sopravvivenza del gatto di schroedinger o del suo doppio, e quindi nostra.
ed il paesaggio della sicurezza si trasforma, in pochi tratti “blasfemi” (o pornografici che dir si voglia) in quello dell’angoscia. paradossalmente quest’angoscia, nei suoi righi e bordoni, nelle sue sentenze paranoiche, sembra garantire, almeno per il tempo di una canzone o di una lettura, sia le regole, sempre variabili, di un codice perentorio, sia l’altrettanto rigoroso sberleffo che lo sputtana, la gabbia, insieme, e la libertà illusoria quanto la gabbia; come in quei giochi di ottica in cui se ne vede, l’uccellino, entrare ed uscire, ma tutto dipende dalla focalizzazione della vista di chi osserva.” (link)
L’approccio artistico dei Lady Lazarus è fortemente sperimentale, ma sempre radicato nella tradizione: il loro lavoro mira a far dialogare linguaggi classici e tecnologie contemporanee. La loro musica, che definiscono “canzone d’arte“, integra strumenti acustici e classici con strumentazione elettrica ed elettronica, campionamenti e dispositivi digitali, in un’ibridazione pensata per aprire nuovi spazi di senso.
Sul piano letterario, la ricerca sulla parola è un elemento fondante. Le liriche, scritte da Marcello Stefanelli, si muovono nel solco dell’epica, del ritmo e della stratificazione del significato.
Negli anni, i Lady Lazarus hanno sviluppato un percorso riconosciuto nell’ambito della canzone d’arte e della ricerca musicale, ottenendo importanti riscontri critici. Ad esempio, nel 2019, hanno ricevuto la Targa Tenco come Miglior Progetto Collettivo per la produzione artistica del brano E’ tutto qui, contenuto nella raccolta di inediti di Gianni Siviero.
Nel 2022, invece, arrivano in finale al Premio Tenco come Miglior Opera in Assoluto, classificandosi immediatamente dietro Marracash, con l’opera Il grido della Fata di Max Manfredi, per la quale hanno curato la produzione artistica, gli arrangiamenti, l’esecuzione strumentale, il sound design, la composizione musicale e il booklet. All’opera hanno preso parte musicisti di primo piano della canzone italiana, tra cui Fabrizio Ugas (co-produttore artistico), Bob Callero, storico bassista di Lucio Battisti, Loredana Bertè e di altri numerosi protagonisti della canzone d’autore italiana. L’album può vantare come copertina una foto del Maestro Renzo Chiesa, massimo esponente della fotografia musicale italiana insieme al suo amico Guido Harari.
I Lady Lazarus, in questo periodo, stanno seguendo la produzione artistica e, in parte, la co-composizione di alcuni brani del giovane artista di industrial rock e new grunge, Kralo Ozaki, per quella che sarà la sua opera solista. Parallelamente, Ozaki è entrato a far parte, come voce, del prossimo progetto musicale di rock alternativo del grande batterista Paolo Uzo Valli, figlio del celebre arrangiatore e produttore Celso Valli, noto per il suo contributo alla carriera di grandi nomi della musica italiana come Vasco Rossi (tra tutte Sally)
I Lady Lazarus hanno inoltre curato la produzione artistica e gli arrangiamenti della sezione “Domani” de “La prigione dei pupazzi” di Gabriele Priolo. In cantiere sta fermentando una collaborazione con il cantautore veronese Marco Ongaro, vincitore di una Targa Tenco nel 1987, come Miglior Opera Prima, e dell’illustre premio letterario Carta Canta.
Attualmente collaborano con la Fondazione Umberto Eco e sono attivi in diversi progetti che intrecciano musica, letteratura e tecnologie (specialmente videogiochi d’arte), in collaborazione con realtà nazionali e internazionali quali l’Associazione Mus-e di Cipro, l’Associazione MENUHIN di Bruxelles, La Fondazione Collodi, Treccani, oltre ad altre istituzioni culturali e università. Infine, degni di nota sono il recente invito e collaborazione con il Festival di letteratura per ragazzi, Zerodiciannove, e gli innumerevoli articoli e poesie scritti per la storica rivista letteraria Il Foglio del Tiglieto.
Performance
Nel corso della loro attività, i Lady Lazarus si sono esibiti in numerosi teatri e spazi culturali in tutta Italia, tra cui il Teatro della Tosse, Il Savini di Milano, il Teatro Sacco, la Claque, realizzando anche performance sperimentali che integrano realtà aumentata, robotica e proiezioni (i Lady Lazarus sono anche Software house nel nome di Vibrisse Studio). Con la filosofa e scrittrice Lorenza Saettone hanno presentato il progetto “Rivelatore (Rilevatore) di Fate” al Festival della Scienza 2023, e con questo sono stati selezionati tra più di mille altre proposte, per metterlo in scena al Teatro della Tosse nella sala Luzzati, in occasione del gran finale della rassegna. Tra gli altri lavori teatrali si ricordano la rilettura di Max Manfredi del Faustus di Marlowe, con musiche originali scritte dagli stessi Lady Lazarus.
Durante gli anni della pandemia, i Lady Lazarus hanno ideato, curato e condotto, insieme alla Dottoressa Lorenza Saettone, Max Manfredi e Federico Sirianni, il Quarantena Tour (che, tra gli altri, ha visto come ospiti De Scalzi e Castelnuovo): una rassegna di concerti in streaming, che ha raccolto circa 60.000 euro di donazioni, devolute alla Croce Azzurra di Moneglia, unendo diffusione culturale e sostegno concreto al territorio.
