Il Grido della Fata – album di Max Manfredi
Realizzazione artistica e design integrato per l’album di Max Manfredi. Il grido della Fata è un’opera di canzone d’arte che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di finalista al Premio Tenco 2022 come Miglior Album in Assoluto. Vibrisse Studio ha curato la produzione artistica, gli arrangiamenti, l’esecuzione e lo sviluppo creativo complessivo del progetto.

Questo progetto si distingue per il suo approccio che coniuga tradizione e innovazione: l’opera musicale si avvale di strumenti digitali e pratiche immersive, creando un’esperienza arricchita che coinvolge l’immaginazione sonora, la narrazione poetica e la tecnologia.

Il progetto grafico accompagna l’opera musicale costruendo un universo iconografico coerente con l’immaginario dell’album, dove parola, suono e immagine dialogano in modo organico.
La copertina dell’album è invece firmata da Renzo Chiesa, tra i più importanti fotografi della musica italiana, autore di immagini che hanno raccontato generazioni di artisti e fatto la storia della musica italiana e internazionali, tra cui la famosissima copertina dell’album Dalla di Lucio Dalla, pubblicato nel 1980. La sua fotografia conferisce all’opera una dimensione ulteriore, inserendola in una tradizione visiva di altissimo profilo.
Alcune testimonianze…
Tra le recensioni più significative di Il grido della Fata si distingue quella firmata da Elisabetta Malatrucco, giornalista RAI, pubblicata su Blogfoolk. Nel suo approfondimento, Malatrucco evidenzia la qualità poetica e musicale dell’opera, sottolineandone la coerenza narrativa, la ricchezza degli arrangiamenti e la profondità dei testi. L’album viene descritto come un lavoro che supera i confini della forma-canzone tradizionale, configurandosi come un progetto artistico unitario, in cui parola, suono e visione si intrecciano con equilibrio e maturità espressiva. La recensione mette inoltre in luce la cura della produzione artistica e la capacità dell’opera di coniugare tradizione cantautorale e ricerca sonora contemporanea.
Secondo un articolo di Michele Neri (noto autore rai e storico direttore della rivista musicale Vinile) su Agenda Digitale, opere come Il grido della Fata, insieme alle proposte di Vibrisse Studio, sono esempi in cui il digitale si innesta all’analogico sia nell’arrangiamento sia nel packaging, mostrando come supporti musicali fisici e tecnologie digitali possano coesistere e arricchirsi reciprocamente.
Tra le recensioni più significative de Il grido della Fata figura quella di Elisabetta Malatrucco, giornalista della RAI, pubblicata su Blogfolk. Nel suo approfondito articolo, Malatrucco mette in luce la qualità poetica e musicale dell’opera, sottolineandone la coerenza narrativa, la ricchezza degli arrangiamenti e la profondità dei testi. L’album viene descritto come un’opera che trascende i confini della forma canora tradizionale, presentandosi come un progetto artistico unitario in cui parola, suono e visione si intrecciano con equilibrio e maturità espressiva.
Tra le recensioni più significative de *Il grido della Fata* figura quella scritta da Elisabetta Malatrucco, giornalista della RAI, pubblicata su Blogfoolk. Nel suo approfondito articolo, Malatrucco mette in luce la qualità poetica e musicale dell’opera, sottolineandone la coerenza narrativa, la ricchezza degli arrangiamenti e la profondità dei testi.
L’album viene descritto come un lavoro che va oltre i confini della forma canora tradizionale, presentandosi come un progetto artistico unitario in cui parola, suono e visione si intrecciano con equilibrio e maturità espressiva. La recensione sottolinea inoltre la cura nella produzione artistica e la capacità dell’opera di coniugare la tradizione cantautorale italiana con la ricerca sonora contemporanea.
Secondo un articolo di Michele Neri (noto autore RAI ed ex direttore della rivista musicale Vinile) pubblicato su Agenda Digitale, opere come Il grido della Fata, insieme ai progetti di Vibrisse Studio, rappresentano esempi in cui elementi digitali e analogici si fondono, sia negli arrangiamenti sia nel packaging, mostrando come supporti musicali fisici e tecnologie digitali possano coesistere e arricchirsi reciprocamente.


In sintesi, ecco di cosa ci siamo occupati:
- Produzione artistica dell’album
- Arrangiamenti e sound design con cura artigianale e sperimentale
- Coordinamento esecutivo con musicisti di alto profilo
